Storia

Francesco Fanelli

Nasce a Livorno il 9 marzo 1869. Completati gli studi elementari a Livorno, si iscrive all'Istituto d'Arte di Lucca che frequenta con profitto dal 1883 al 1897, avendo come insegnanti Michele Marcucci e Luigi Norfini.
In questo periodo, come molti livornesi (giovani concittadini) gravita nell'orbita di Silvestro Lega e partecipa, una volta terminata la mostra livornese del 1886, agli animati incontri, aventi ad oggetto il cambiamento della "macchia in senso impressionista", che si tengono alla trattoria Volturno di Firenze. Il suo esordio risale al 1888 con la partecipazione alla Promotrice di Firenze con uno studio dal vero.
Rimane immune al fascino della pittura impressionista, che viene grandemente pubblicizzata da Alfredo Müller al suo rientro in Italia. Non prende parte alla Promotrice di Firenze del 1890-1891, ma partecipa a quella del 1891-1892 con alcuni Studi dal vero.
Nel 1892 si iscrive alla Scuola libera del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze, che frequenta con regolarità fino al 1895 e poi dal 1902 al 1905. Compagno di studi è il livornese Ferruccio Pagni, che diventa suo fraterno amico, tanto che abiteranno insieme in Via dei Pilastri. Un legame fondamentale per la sua vita e il suo modo di dipingere futuro. Tramite l'amico, infatti conosce Torre del Lago; luogo che avrà tanta importanza per lui e da cui trarrà grande ispirazione. Addirittura vi fissa la propria dimora nel 1893 e vi costituisce, insieme a Pagni, Nomellini, Gambogi e ai fratelli Angiolo e Lodovico Tommasi, il "Club della Bohème".
Dal 1894 prende parte con regolarità alle Promotrici di Firenze con opere che raffigurano gli affascinanti paesaggi intorno al Lago di Massaciuccoli. Durante gli ultimi anni del secolo esegue decori a tempera di tipo non solo naturalistico, ma anche floreale e liberty per la Villa Orlando a Torre del Lago e per la Villa Ginori alla Piaggetta.
Nel 1896 partecipa alla Prima Triennale d'Arte di Torino, nel 1897 alla Terza Triennale di Milano e nel 1902 alla Quadriennale di Torino dove espone paesaggi aventi come soggetto la sua amata Torre del Lago e il porto di Viareggio. Durante gli anni Venti, dopo la partenza di Pagni per l'America del Sud e dato che era venuto a mancare quello stesso legame artistico che aveva tenuto uniti i vari pittori di Torre del Lago, Fanelli va ad abitare in un capanno sul mare a Viareggio. Qui partecipa alla creazione di nuovi circoli culturali, come il Club "Gianni Schicchi", istituito nel 1919 in onore di Giacomo Puccini, e l'"Accademia degli Zeteti", dove fa amicizia con Moses Levy, Enrico Pea e il poeta casertano Elpidio Jenco.
Muore il 16 luglio 1924 a Bagno a Ripoli, Firenze.
Raffaele Monti (a cura di), Il divisionismo toscano, Edizioni De Luca, Roma 1995.
Raffaele Monti e Giuliano Matteucci (a cura di), Il Postmacchiaioli, Edizioni De Luca, Roma 1994.


< Autori

Becolini (1890-1895) Becolini (1890-1895)
Massaie (1895) Massaie (1895)