Storia

Ulvi Liegi

Anagramma di Luigi Levi, suo vero nome, nasce a Livorno nel 1858 da una ricca famiglia ebrea. Compie i suoi primi studi artistici, sotto la supervisione di Luigi Corsi e Carlo Mark˛.
L'influenza macchiaiola appresa in questi anni si rafforza dal 1880 quando il giovane si trasferisce a Firenze per seguire i corsi dell'Accademia fiorentina. Qui diviene amico e discepolo di Telemaco Signorini e successivamente di Giovanni Fattori del quale segue con passione gli studi di pittura e acquaforte.
Nel corso degli anni ottanta la sua ricerca si mantiene nel solco della pittura macchiaiola, almeno sino al 1889, quando Liegi decide di partire per Parigi dove probabilmente viene a contatto con Alfred Muller allora interessato a CŔzanne e agli epigoni dell'impressionismo francese.
Da questo incontro e da quello successivo con Zandomeneghi, Liegi trae importanti insegnamenti che lo allontaneranno inevitabilmente dalle impostazioni macchiaiole e fattoriane per una maggiore apertura verso le matrici postimpressioniste.
Dalle assidue frequentazioni agli studi di Pissarro, Sisley, Monet, Degas, l'artista desume la resa atmosferica, il tratto efficace e le libere illuminazioni cromatiche.
Rientrato in Italia si stabilisce definitivamente a Firenze dove inizia un periodo dedicato prevalentemente alla pittura di paesaggio come mostrano le opere dedicate alle marine liguri, alle pendici dei colli fiorentini, alla campagna pisana. Nel 1886 partecipa alla Promotrice genovese e successivamente (nel 1898 e 1902) all'Esposizione Nazionale e alla Prima Esposizione Quadriennale di Torino.
Nel 1904 Ŕ tra i secessionisti che organizzano una mostra a Firenze a Palazzo Corsini, indipendente dalla Promotrice fiorentina. Nel 1906 si reca, per un soggiorno, in Valsugana, dipingendo panorami montani di intenso cromatismo.
Qui conosce Ardengo Soffici. Nel 1913 riprende l'attivitÓ espositiva partecipando alla II Mostra d'Arte livornese. Nel 1918 tiene la prima personale a Firenze, alla Galleria Mario Galli. In questa estrema stagione artistica, Liegi condivide l'attivitÓ del Gruppo Labronico, costituitosi nel 1920 sulla scia dell'Esposizione Livornese del 1913. Nonostante questa fertile attivitÓ espositiva l'artista muore in povertÓ e solitudine nel 1939.

Estratto da: La pittura in Italia - l'Ottocento. Electa, Milano, 1992; I Postmacchiaioli. Catalogo a cura di Raffaele Monti e Giuliano Matteucci.Edizioni De Luca, Roma 1994.


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L'interno della Sinagoga di Livorno, 1935 L'interno della Sinagoga di Livorno, 1935
 Pagliai, 1925 Pagliai, 1925